
55) Yourcenar. Sul progresso.
Marguerite Yourcenar (1903-1987), scrittrice di fama
internazionale, pensatrice profonda e sensibile alle tematiche
filosofiche, ha espresso l'esigenza di un pensiero concreto, ma
aperto al sacro e all'irrazionale. Della sua scarsa propensione a
seguire le mode del momento  indicativa la sua affermazione: la
retroguardia di oggi  l'avanguardia di domani.
In questa lettura la Yourcenar afferma che il progresso  una fede
e il progressista  un uomo di fede come i primi cristiani che
attendevano la parusa. Il progresso  un sogno che appartiene al
passato. Bisogna ricominciare ad amare la condizione umana cos
com'.
M.  Yourcenar, Les yeuex ouverts [Ad occhi aperti].

 L'uomo di sinistra, conformemente al suo credo, manifesta la sua
fede non in un certo progresso, ma in un progresso certo, il che 
pi grave, e lo fa assomigliare ai primi cristiani che credevano a
un prossimo ritorno del Signore in terra, alla parusa. In questa
nostra epoca, in cui il progresso tecnologico si  costantemente
accompagnato a catastrofiche calamit, sarebbe un atteggiamento
fideistico alquanto ingenuo. Ma in che cosa  diverso l'uomo di
sinistra, ottimista a ogni costo, dal capitalista di destra che
anche lui sogna il progresso, o quanto meno lo sognava fino a
ieri? Ogni volta che vado in un supermarket, cosa che del resto mi
succede di rado, mi sembra d'essere in Russia. E' lo stesso cibo
imposto dall'alto, assolutamente uguale in ambedue i sistemi, con
la sola differenza che qui i prodotti sono imposti dalle
multinazionali e l da degli organismi statali. In un certo senso,
gli Stati Uniti sono altrettanto totalitari dell'URSS, e in
ambedue i paesi, come del resto dappertutto, il progresso (vale a
dire l'incremento del benessere umano immediato), o semplicemente
il mantenimento dello statu quo presente, dipende da strutture
sempre pi complesse e sempre pi fragili. Come il beato umanesimo
del borghese del 1900, il progresso a getto continuo  un sogno
che appartiene al passato. Bisogna imparare di nuovo ad amare la
condizione umana qual , accettare i suoi limiti e i suoi rischi,
avere un rapporto diretto con le cose, rinunciare ai nostri dogmi
di partito, di patria, di classe, di religione, tutti
intransigenti e dunque tutti forieri di morte. Quando faccio il
pane, penso alla gente che ha fatto spuntare il grano, penso ai
profittatori che ne gonfiano artificialmente il prezzo, ai
tecnocrati che ne hanno guastata la qualit - non che le tecniche
recenti siano necessariamente un male, ma il fatto  che si sono
messe al servizio dell'avidit che  certamente un male, e che la
maggior parte di esse sussiste solo in virt di grandi
concentrazioni di forze che sono piene di potenziali pericoli.
Penso a chi non ha pane, e a chi ne ha troppo, penso alla terra e
al sole che fanno crescere le piante. Mi sento idealista e
materialista al tempo stesso. Il cosiddetto idealista non vede il
pane, n il prezzo del pane, e il materialista, per un curioso
paradosso, ignora che cosa significhi quella cosa immensa e divina
che chiamiamo "la materia".
M.  Yourcenar, Ad occhi aperti, Bompiani, Milano, 1990, pagine 200-
201.
